_Manifesto dell'Arte Post-specie



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Gli uomini non sono la cosa più importante sulla Terra e tantomeno nell’ Universo e non ne sono il metro di misura.

Nella visione dell’Artista Post-specie decade la concezione umanistica dell’uomo creatore autartico e con essa la dicotomia Natura vs.Cultura.
L’uomo non si è fatto da sè: la sua cultura non è altro che l’assimilazione di funzioni non umane di altre specie portate all’interno del repertorio umano, anche solo da un punto di vista fantastico. Questo gli ha dato la consapevolezza della possibilità di uscire dal proprio sistema di specie, aprendosi nuove prospettive esistenziali.
Abbiamo quindi la certezza della caduta definitiva del modello di purezza umana.

Per l’ artista Post-specie nessuna opera che non abbia un carattere ibrido può essere un capolavoro.
            
L’ artista Post-specie esce dal suo modello antropocentrico e partecipa al mondo ed alla sua bellezza con umiltà ed empatia. L’artista è solo medium e non più “genio creatore”. E così niente è più strumento.
L’ artista Post-specie attua l’antropo-decentramento che è una contaminazione, coniugazione e convergenza verso l’alterità senza però scendere nella denuncia etica.

E’ essenziale per un’azione di antropo-decentramento non prevaricare l’ Altro, quindi nell’arte Post-specie non potranno essere utilizzati animali non umani reali, vivi o morti, nemmeno nella contingenza. L’ artista Post-specie non dovrà mangiare nè la carne nè il pesce, vincolo inderogabile per relazionarsi verso l’alterità eterospecifica.

L’ artista Post-specie rompe decisamente con la concezione simbolistica e concettuale dell’ Arte. Rifiuta il simbolo, lo decostruisce e destabilizza in tutte le sue declinazioni.
L’ artista Post-specie distrugge ogni forma metrica o unità di misura modulare, abbandona tecniche artistiche tipicamente simbolistiche, come per esempio certa grafica, dove il rimando iconografico è unicamente antropocentrico.
L’artista Post-specie riporta l’arte ad un hic et nunc.

L’artista Post-specie è fondamentalmente uno sperimentatore postumanistico e rifiuta la visione antropocentrica di emancipazione dell’essere umano rispetto alle altre specie. La sua identità varia con l’eterospecifico di cui è medium, ed osa in assonanza con l’ ”hybris”.

Non necessariamente l’opera d’arte Post-specie deve essere compresa dagli umani, ma può essere creata per altri animali o forme di vita.
(Art for non-human)

L’ artista Post-specie reinterpreta con occhi nuovi la Storia dell’Arte.
L’ artista Post-specie conosce tanti linguaggi e forme d’arte, egli non attinge dal solito vocabolario scolastico concettuale, non ripete il sogno, la rabbia o fobia del Maestro d’Arte.
L’artista Post-specie fa nascere un arte nuova fondata sull’ osservazione, la controintuizione, la maestria artigianale, la complessità di forma e contenuto. L’artista Post-specie inventa parole nuove, rifiuta la serialità contemporanea dell’artista fotocopia di sè stesso.

Nella Musica, con un termine che conierei ‘Teriofusion’ ci sarà l’unione di Jazz e Rock (Fusion) con la musica Elettronica ed il Rumore. La musica Teriofusion si pone agli antipodi della Word Music, Ambient, Etnica e Folk.

La rivoluzione Teriomorfa è molto lontana dallo zoomorfo e teromorfo, (neologismo che esprime un concetto nuovo di matrice postumanistica).
L’ animale non umano nell’ Arte Post-specie non sarà:
un feticcio, una metafora, una decorazione, totemico, un minus-habens, un selvaggio, un prodotto alimentare, uno strumento, un mostro, una cifra animista, un segno zodiacale, un simbolo religioso, un esempio orrifico, uno schema di Lombroso, un ancestrale preumano, una nostalgia degli antenati oppure un iper-umano con valore di potenziatore delle qualità umane.                                                                                                             

       Il Manifesto dell'Arte Post-specie è stato scritto ed ideato da Massimo Deganutti ispirandosi alle tesi filosofiche del prof. Roberto Marchesini.


Post-specie è un Marchio Depositato  ® 2011 - Massimo Deganutti / All Rights Reserved
 

 

_Manifesto of the Post-species Art


 
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Mankind is not the most important thing on Earth, let alone in the Universe, and should not impose his own standards.

According to the post-species artist, the autarchic spirit of the humanist conception declines together with the dichotomy Nature vs Culture.

Mankind was not made by itself: culture is nothing but the assimilation of non –human functions of other species brought within the human repertoire, even if just from a fantasy perspective.
From this time on it had the awareness of the chance to get out from this system, opening to new perspectives in life.
So, we have the certainty of the ultimate downfall of the human purity model.
 

For the post-species artist, in order to be a masterpiece the work must have a hybrid nature.
 

The post-species artist steps out of the anthropocentric model and participates with humility and empathy in the world and its beauty. The artist is only a medium and no longer a "creative genius". Thereby, no more tools.
The post-species artist carries out the anthro-decentralization which is contamination, conjugation and convergence towards otherness and without turning it into a ethical debate.
 

In order to perform an anthro-decentralization action it’s essential not to abuse each other.
Consequently, the post-species art can’t use real non human animals, either alive and dead, not even accidentally.
The post-species artist must not eat either meat or fish. This is an  imperative constraint in order to interact with the  heterospecific otherness.
 

The post-species artist  breaks  firmly with  the symbolic and conceptual art. He rejecs the symbol, deconstructing and destabilizating it in all its forms.
The post-species artist disangages from using metrical form and modular units and quits  the typical commonly accepted symbolic art techniques -such as some kind of graphics-, which merely refer to an anthropocentric iconography.
The post-species artist brings the art back to a here and now status.
 

The post-species artist is basically a post-human tester and rejects the anthropocentric view of human being’s emancipation when compared to the other species. The post-species artist’s identity changes together with the heterospecific of which he becomes the medium. He then acts according to his “hubris”.
 

The post-species artist’ art work doesn’t have to be necessarly understood by humans, it can be created for other animals and other forms of life. (Art for non-human)
 

The post-species artist therefore reinterprets the history of art as if it is being seen through with new eyes.
The post-species artist knows many languages and art forms, doesn’t draw on the usual conceptual school vocabulary, doesn’t repeat the Master od Arts’ concepts regarding dreams, anger or phobias.
The post-species artist gives birth to a new form of art based on observation, counter-intuition, craftmanship and the complexity of forms and contents.
The post-species artist invents new words, rejects the contemporary seriality of the self-copied artist.
 

For what is about Music, I would coin the word 'Theriofusion' in which there will be a combination of Jazz and Rock (Fusion) with Electronic music and Noise.
The Theriofusion music is poles apart from the Word, Ambient, Ethnic and Folk one.
 

The Theriomorphic revolution (neologism that expresses a new concept based on a post-human style) is far from the theromorphic and zoomorphic ones.
In the  Post-species Art the non-human animal will not be:
a fetish, a metaphor, a decoration, a totem, a minus-habens, a savage, a food product, a tool, a monster, an animist code, a zodiac sign, a religious symbol, a horrific example, a Lombroso’s pattern, an ancestral pre-human being, the nostalgia for the ancestors or the hyper-human being used as enhancer of human qualities.
 

The Post-species Manifesto was written and designed by Massimo Deganutti and  inspired by  Dr. Roberto Marchesini’s philosophical theories. 

 

Massimo Degas                                                                    

Udine, 14 luglio 2011

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